Quando ho capito di essere lesbica, 15 anni fa più o meno, ho iniziato a pensare a come sarebbe stata la mia vita.
Avrei dovuto imparare a tacere della gioia di essere innamorata: non tutti avrebbero capito; non tutti potevano sapere.
Avrei dovuto imparare a parlare della mia ragazza al maschile, in modo da non far trapelare la verità.
Avrei dovuto imparare a rinnegarmi.
In ufficio non ci sono tutti signori; non tutti i parenti sono buoni; non tutti i conoscenti sono amici; gli amici sono pochi.
Oltre agli escamotage messi in pratica nel quotidiano, c'erano anche riflessioni che anno dopo anno si riproponevano e che a fatica ricacciavo nel labirinto dei sentimenti.
Sono una donna innamorata da quasi 12 anni della stessa signora, il nostro rapporto ha attraversato mari tempestosi e lagune morte. Ci siamo fatte del male e del bene, ci siamo migliorate e sacrificate l'una per l'altra. Abbiamo fatto progetti sul futuro, abbiamo comprato una casa insieme, abbiamo iniziato a sentirci una famiglia.
Il nostro concetto di famiglia viene dall'esperienza vissuta in quella d'origine: mamma, papà, fratelli, nonni. Siamo cresciute vedendo i nostri genitori lavorare per realizzare quello che insieme avevano deciso quando si erano innamorati: vivere per il resto della loro esistenza insieme. Costruire con mattoni di "fango" e "d'anima" quello che per loro, per sempre, sarà CASA.
Noi però siamo lesbiche: per tanta gente, per la legge italiana non abbiamo gli stessi valori, non meritiamo gli stessi diritti.
Ci amiamo, andiamo avanti.
Gli amici si fidanzano, si sposano, fanno figli: loro mettono su famiglia e noi restiamo "quelle" che vivono insieme.
E giù lacrime, perchè tu avresti avuto voglia prima di loro di crescere un figlio nato dall'amore semplice che c'è tra due anime.
E su rabbia, perchè magari vieni a sapere che una tua conoscente ha deciso di abortire perchè altrimenti non avrebbe fatto carriera.
E poi rassegnazione perchè sei lesbica e non puoi adottare un figlio, non puoi farne uno.
Quando è nato mio nipote ho avuto il colpo di grazia: piangevo di gioia per la nascita, piangevo di dolore perchè io e A. non avremmo mai provato quella gioia.
Ci guardavamo a vicenda con il bimbo in braccio e in silenzio urlavamo il nostro istinto materno, silenzi e sospiri quando tornavamo a casa.
Un giorno poi ne abbiamo parlato e abbiamo preso la decisione di cominciare a vedere che effetto faceva sulle nostre famiglie il fatto che avremmo voluto fare l'inseminazione. Le risposte sono state più o meno: "Era ora, pensavamo che non volevate figli!"; "Speriamo che sia femmina!"; "Prometteteci che se sarà etero lo accetterete ugualmente!"...
Ci siamo informate, a Giugno andiamo in un paese civilizzato, farò io l'inseminazione e finalmente torneremo in tre (numero perfetto!).
Se sarà femmina si chamerà Rachele.
Hai il merito cara Saffoco, di saper mostrare con parole schiette e semplici, un mondo, quello del lesbo, volutamente distorto dai "famosi" Media, e quindi sconosciuto.
RispondiEliminaLa vostra è una storia d'amore, e null'altro.
Capisco sempre più, che quello che divide e allontana le persone, non sono le "differenze," ma il non conoscersi come tali.
Sono credente, ma ti assicuro non sono inorridito nè scandalizzato, dalla vostra volontà di maternità.
Mi piace pensarvi e ne sono contento, come persone in cerca di quel sogno che, ogni donna possiede da sempre: Essere mamma!
Ehi, mi raccomando, seguono buone nuove, ok?
Un abbraccio!
Brave :-)
RispondiEliminaMi hai commossa. Era da sempre che mi chiedevo come le lesbiche vivevano l'istinto materno, se esisteva anche da loro... evidentemente non c'è nessuna differenza. Sono molto felice per voi, davvero, sono sicura che sarete mamme bravissime, piene di affetto. Non vedo l'ora di leggere della vostra felicità! :)
RispondiEliminalesbiche quì lesbiche quà BASTA CON LE DEFINIZIONI. Non siete lesbiche SIETE PERSONE!!
RispondiEliminaE' proprio questo quello che ci è successo. Tutti sono stati sorpresi e contenti, abbiamo sentito il calore delle persone a noi vicine e questa cosa ci fa sentire bene e ci da coraggio.
RispondiElimina@Fabrax: vorrei che la parola "lesbica" perdesse il significato offensivo che culturalmente siamo abituati a dargli.
Sappiate che presto vi sentirete chiamare ZII.......
Brava, brava Saffoco, mi hai commossa.
RispondiEliminaEssere diversi non è semplice!
Io sono in sar da 7 anni e molti mi guardano come diversa!Non essere omologati alla massa delle persone, sgomenta.
Molti amici ed anche parenti non sono "uguali" ai "normali", chi è gay, chi malato ma soprattutto.....chissenefrega!
Chi stabilisce le regole??
Ed in ogni caso, perchè piegarvisi?
Mio marito ed io non abbiamo bimbi, in adozione ai disabili non li danno, ed una fecondazione assistita non la posso fare, per via della mia malattia, ha la SM.
Posso solo provare ad averlo naturalmente.....chissà....
Vi auguro ogni bene, coraggio, dritte fino in fondo e.....speriamo he sia femmina!!!!!!!!!! Syl
"Non sono nessuno per giudicare. So solamente che ho un'antipatia innata per i censori, i probiviri... Ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più" Corto Maltese
RispondiEliminaNon aggiungo altro, non serve. Ma vi faccio i miei migliori auguri. Perché qualunque sia il proprio sogno, ci vuole sempre tanta tenacia e coraggio per riuscire a realizzarlo.
BUENA VIDA
@Lasettimaonda: in Italia non ci è permesso adottare un bambino perchè io potrei "deviarlo" e farlo vivere in una situazione anormale, tu potresti non riuscire a "corrergli" dietro per punirlo se ha fatto qualcosa di sbagliato. Il fatto poi che noi lo ameremmo più della nostra vita, più di tanti "genitori per caso", che le nostre diversità lo arricchirebbero di esperienze diverse da quelle degli altri bambini, questo non conta. Meglio tenerli in orfanotrofi malandati e senza sentimenti... che bel paese l'Italia!
RispondiElimina@Capitano mi piace questo "Corto Maltese"....voglio saperne di più!
RispondiEliminaSe cerchi su eMule o torrent, trovi i fumetti in pdf e anche i cartoni animati che ha trasmesso la Rai tempo fa. E in libreria trovi i fumetti cartacei :)
RispondiEliminaCorto io lo consiglio sempre vivamente!
BUENA VIDA
Mi rendo conto, leggendoti, che, pur nel mio progressismo di sinistra e nella mia avversità verso qualsiasi pregiudizio, non ho mai pensato seriamente all'argomento di cui tratti, sebbene professionalmente mi occupi proprio di valutazioni della genitorialità e di definizione di ruolo genitoriale consapevole e "sufficientemente buono". Sono molto coinvolta dai sentimenti che esprimi e mi fa soffrire pensare che "là fuori" non c'è ancora il terreno giusto per poter coltivare e far crescere i fiori di cui parli...Ti abbraccio.
RispondiEliminamagari si chiamerà FUTURA! ;)
RispondiEliminaamatevi! è la cosa più bella e naturale che possa esistere!!!
siate felici ragazze...
...è sempre una piacevole sorpresa scoprire che in questo "losco" mondo c'è qualcuno che riesce a guardare "al di là" e basta, anche se, devo dire che, il dover mettere i propri sentimenti in rete, non è ancora una cosa che riesco a condividere. Questa mia è per ringraziare tutti voi che condividete la ns. incontenibile gioia di avere "tra le mani" un'altra creatura, in qualunque modo il Signore abbia deciso di donarcela: al di là.. di tutto! un grazie speciale a mia sorella che mi ha permesso di condividere con lei, con voi, tutto questo...
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